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COMITATO PARCO LIBERO - SEMPIONE VERDE
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A partire dal 1890 l’Arch. Alemagna diede corpo al suo progetto di costruire un grande parco all’inglese, con laghetto e corsi d’acqua, sentieri, montagnole, con un gioco prospettico tra il Castello e l’Arco della Pace che ancora oggi incanta i visitatori. Dopo un lungo periodo di degrado, nel 2003 si è concluso il restauro dell’area del Parco Sempione, ora completamente recintato, aumentandone la superficie protetta da 167.000 a 386.000 m2.
Un parco di grande rilevanza storico paesaggistica per la città di Milano, sottoposto a tutela da parte della Sovrintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio, un piccolo gioiello di verde e di storia che comprende costruzioni monumentali come l’Arena Napoleonica, l’acquario Liberty, la Torre del Parco, il Castello Sforzesco, L’Arco della Pace, il Palazzo della Triennale. L’area sotto tutela si estende da Piazza Castello fino a coprire tutto il Parco, la Piazza e il Corso Sempione.
E’ proprio in quest’area, a pochi metri dall’Arena e dal Castello Sforzesco, che il Comune di Milano decide di posizionare una ruota panoramica, una struttura alta come un palazzo di 20 piani.
La prima domanda che sorge spontanea è “Perché proprio al Parco Sempione”? E’ evidente a chiunque che si tratterebbe di un’opera destinata a deturpare irrimediabilmente una delle più importanti aree monumentali della città, di grande valore architettonico. Perché dunque questa scelta e non altre, più ragionevoli?
La risposta dell’Assessore Cadeo, che leggiamo spesso sulla stampa, è che “Milano si merita una ruota panoramica (al Parco Sempione? chiediamo noi…) per essere alla pari con le grandi capitali europee”. Questo slogan si accompagna poi alla tesi secondo cui la ruota (di nuovo, al Parco Sempione?) “E’ il sogno dei milanesi”. Come si può sostenere una cosa simile? E’ stato fatto un sondaggio a questo proposito, un censimento, un referendum? Se sì non se ne è avuta notizia.
L’idea di posizionare una ruota panoramica al Parco Sempione non è nuova. Già in due diversi momenti, dal 2005, si è cercato di aggirare l’assoluto vincolo di inedificabilità cui l’area del Parco è sottoposta, proponendo la costruzione della ruota e ottenendo in entrambe le occasioni il parere negativo della Soprintendenza milanese.
La seconda domanda è dunque “Come mai, nonostante questi due precedenti divieti, di nuovo oggi si ripropone il progetto della ruota al Parco Sempione”? Quali sono i motivi per i quali il sindaco Moratti ha dichiarato a Isabella Bossi Fedrigotti (si veda in proposito un articolo del 6 novembre scorso sul Corriere della Sera), di dare per scontato che “La ruota si farà e si farà al Parco Sempione” e dunque che la Sovrintendenza darà parere favorevole? Ma, avendone già dati due contrari negli anni scorsi, perché mai la Sovrintendenza milanese dovrebbe cambiare idea?
Il sogno dei milanesi non è una ruota panoramica al Parco Sempione, è una città dove i parchi e i monumenti storici sono rispettati, protetti, tutelati e curati perché costituiscano luoghi di godimento e di rispetto per tutti i cittadini. E su questo sì che la popolazione milanese si è espressa in più occasioni…
Tata Fossati
Estratto da articolo su Il Sole 24 ore Lombardia, 18 novembre 2009
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